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Al piano inferiore
incontriamo Georges de La Tour. Il suo percorso artistico fu un viaggio
dentro la realtà spesso dura della vita. Ciò lo rese spietatamente
realista, ma capace di passare dalla materialità dei corpi e
delle situazioni al realismo dei sentimenti e del mistero che c'è
nell'esistenza. Il gioco di volti e di mani, di luce ed ombra che c'è
nei suoi quadri lascia intuire la grandezza e la tragicità di
ciò che ogni persona ha tra le mani: la propria vita e, in questo,
il mistero stesso di Dio. Sì, perchè per La Tour la vita,
per chi sa ascoltare, è sempre anche prodigio, appello, dono
di Grazia e Provvidenza. All'inizio c'è un volto serio della
vita: quello dello prova. Ecco Giobbe, Giovanni Battista, Pietro mentre
rinnega Gesù: per tutti la prova della fede e di un amore senza
condizioni. Segue il miracolo della nascita: quella dell'uomo (il pittore
ebbe dieci figli di cui sette morirono molto piccoli) e quella del Figlio
dell'Uomo, annunciato dal Battista e dall'Angelo-bambino che parla in
sogno a Giuseppe. Così, nella prospettiva del dono di un Dio
che nasce come uomo, ogni uomo che nasce è mistero!
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