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Per un percorso tematico
shim C'èsempre qualcosa di magico, addirittura di "sacro" in una mostra di arte antica: l'incontro col passato, con momenti e situazioni mai viste. Ma c'è di più: si può scoprire ci siamo anche noi, con le nostre giornate e i nostri pensieri. E' la forza dell'arte che, usando le cose, sa dire come la vita è molto di più delle cose da fare - è "mistero"! - e che il compito di ognuno è tentare di coglierne la bellezza e custodirla. Dipingere, allora, può sembrare una cosa inutile, oppure è una della più vere da fare, perchè è come vivere. E' raccontare un "pezzetto" per dire di più, per dire il "molto" che c'è nel frammento. E per chi non sa dipingere, c'è la possibilità di vedere, di contemplare un'opera d'arte e così incontrarsi con il mistero della vita: con quella di chi ha dipinto, ma anche, profondamente, con la propria. E' ciò che promette la mostra "La Luce del Vero", anche per la grande "attualità" degli autori che presenta e per la loro vicinanza alle situazioni del nostro tempo.  

Caravaggio
Si inizia con Caravaggio. Il sacrificio di Isacco e San Giovanni Battista con l'agnello appartengono al momento di passaggio dell'artista ad una pittura più complessa e a un utilizzo originale della luce. I soggetti fanno chiaramente riferimento al tema della fede come incontro misterioso con Dio. Il contrasto luce-ombra apporta una certa drammaticità alla bellezza ingenua delle figure cosicchè la fede appare come ciò che dà spessore all'esperienza umana e la rende più vera, liberandola dalla banalità e regalando una bellezza che non sia vuota apparenza. Ancora la bellezza è ciò che domina le tele della sala successiva pur nella drammaticità dei soggetti. Nelle due Coronazioni di spine e nella Deposizione la luce che scende dall'alto rende splendente ciò che potrebbe apparire come vergogna e fallimento. Nella morte di Gesù c'è qualcosa che ne fa il centro di tutta la storia: l'altare sul quale ogni dolore può essere collocato e trovare riposo. Ma in quel sacrificio vi è anche il compimento della Creazione - ciò che noi chiamiamo "salvezza" - perchè nella bellezza di colui che si offre appare come l'umanità sia pienamente immagine di Dio quando, nonostante tutto, impara ad amare.
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Sacrificio di Isacco
Incoronazione di spine Incoronazione di spine

Zurbaran
Seguono le opere di Zurbarán. Ciò che emerge dai suoi quadri è la profonda "luminosità" dei personaggi e delle scene. Si tratta di figure e situazioni molto familiari, rese grandiose dal fatto di essere direttamente in contatto con Dio. Infatti per Zurbarán - come per la Chiesa del suo tempo - spiritualità è "stare di fonte a Dio", vivere alla sua presenza i diversi tempi della vita e conoscerlo nella via dell'amore. La mostra presenta alcune figure di santi e alcuni momenti della vita di Cristo. E' evidente come in Zurbarán i racconti del vangelo si intreccino con alcune tradizioni della pietà popolare. Le figure di Gesù, di Maria e dei santi raccontano silenziosamente come nei diversi tempi della vita sia data ad ognuno la possibilità di incontrare Dio e di stare alla sua presenza se ci si dispone alla quiete, all'attesa, e si lascia che Dio prenda "corpo" nel proprio tempo.

Fuga in Egitto San Francesco
Vergine bambina Cena di Emmaus

La Tour
Al piano inferiore incontriamo Georges de La Tour. Il suo percorso artistico fu un viaggio dentro la realtà spesso dura della vita. Ciò lo rese spietatamente realista, ma capace di passare dalla materialità dei corpi e delle situazioni al realismo dei sentimenti e del mistero che c'è nell'esistenza. Il gioco di volti e di mani, di luce ed ombra che c'è nei suoi quadri lascia intuire la grandezza e la tragicità di ciò che ogni persona ha tra le mani: la propria vita e, in questo, il mistero stesso di Dio. Sì, perchè per La Tour la vita, per chi sa ascoltare, è sempre anche prodigio, appello, dono di Grazia e Provvidenza. All'inizio c'è un volto serio della vita: quello dello prova. Ecco Giobbe, Giovanni Battista, Pietro mentre rinnega Gesù: per tutti la prova della fede e di un amore senza condizioni. Segue il miracolo della nascita: quella dell'uomo (il pittore ebbe dieci figli di cui sette morirono molto piccoli) e quella del Figlio dell'Uomo, annunciato dal Battista e dall'Angelo-bambino che parla in sogno a Giuseppe. Così, nella prospettiva del dono di un Dio che nasce come uomo, ogni uomo che nasce è mistero!

Giovanni Battista Giobbe
Neonato

Rembrandt
Infine Rembrandt. Le due stanze della mostra corrispondono alle due fasi della sua vita: quella dell'amore, della ricchezza e del successo e quella dell'incomprensione, del fallimento e della solitudine conseguente alla morte della moglie. Lo splendido Crocifisso e le incisioni della prima fase presentano con "chiarezza" il volto di Dio, la sua umanità e il suo amore nella storia di Gesù di Nazaret. La luce evidenzia come solo la Grazia, l'amore misterioso del Dio di Gesù, possa liberare dal peccato e dar forza, calore e consistenza alla vita dell'uomo. Le opere della maturità invece parlano "semplicemente" dell'uomo. I volti esprimono quanto si possa essere veri anche nella più grande povertà. La luce parla della Grazia in modo più intimo e dice come nessuno sia così definitivamente vicino o lontano a Dio da ritenersi per sempre salvato o perduto. Chi rinnega Gesù non è ancora nel buio, chi scrive la Parola di Dio non la "possiede" e chi sta attraversando il momento della vita in cui ogni bellezza svanisce porta in sè una "luce" che rende splendente ogni figlio di Dio.

San PietroCrocifissione
Anziana

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