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Ritratto di anziana signora
Ritratto di anziana signora "Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, ma quasi tutti sono fatica, dolore; passano presto e noi ci dileguiamo" (Sal. 90 [89], 10).
Il ritratto di questa donna anziana parla di una vita segnata dalla sofferenza: le grandi mani artritiche hanno conosciuto il lavoro, la linea amara della bocca fa pensare a delusioni passate ricordate con rassegnazione.
Si sente l'avvicinarsi della fine: l'inclinazione della testa suggerisce il suo abbandonarsi; la fronte, nell'ombra del cappuccio pesante come una coltre, segnala il venir meno del vigore. Ma la luce, quasi emanata dal profondo, fissa sulla parte inferiore del volto, insieme con gli occhi al confine tra le tenebre e la luce esprimono pace e forza allo stesso tempo, come se, richiamando i suoi ricordi, trovasse motivi di fede e di speranza.

Evangelista Luca
"Poichè molti hanno posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne un resoconto ordinato" (Lc 1, 1-3). Queste prime parole del Vangelo di san Luca suggeriscono il senso dell'identificazione tradizionale della tela del Museo Boymans, raffigurante un uomo che scrive, come l'evangelista-ricercatore Luca.
Rembrandt rappresenta il personaggio, in effetti, nell'atto di trascrivere con la mano destra informazioni desunte da un altro testo, su cui il 'ricercatore' poggia la sinistra. L'elemento di ispirazione divina è forse suggerita dalla forte luce che investe la testa del personaggio, la mano con cui scrive e il volume consultato.
Queste tre zone luminose a loro volta strutturano la composizione dell'immagine, una piramide monumentale ma non statica. Il personaggio è leggermente angolato rispetto al piano pittorico, con la spalla destra emergente; anche lo sguardo suggerisce un impercettibile movimento, come se l'uomo avesse appena avvertito la nostra presenza e ci guardasse.
Così Rembrandt crea la sensazione di un contatto intellettuale, in cui l'intelligenza del personaggio interpella la nostra intelligenza: effetto pure questo 'lucano', dal momento che l'impegno dell'evangelista di fare ricerche e stendere un ordinato resoconto era indirizzato a certo 'Teofilo', "perchè ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto" (Lc 1, 4).

Monaco in lettura
"Lampada per i miei passi è la tua parola", dice il Salmista a Dio, "luce sul mio cammino" (Sal. 119 [118], 105). E un proverbio aggiunge: "poichè il comando è una lampada e l'insegnamento una luce, e un sentiero di vita le correzioni della disciplina" (Pro. 6,23).
Nel Monaco in lettura, Rembrandt sembra evocare questi e simili passi biblici. La luce che scende dall'alto illumina il testo e avvolge la figura, ma lascia nell'ombra il volto del religioso, suggerendo un 'cammino' dalle tenebre all'illuminazione interiore. L'interiorità dell'esperienza viene poi sottolineata dall'ampio cappuccio modellato dalla luce che, intorno alla testa del vecchio, diventa quasi un alone di santità.
E il fatto che sia un 'monaco' a essere santificato rende espliciti i valori suggeriti nel Libro dei Proverbi: l'obbedienza (al 'comando' di Dio che è come una lampada), la docilità (nei confronti dell'insegnamento di Dio, che è 'luce') e l'umiltà (che cresce su quel 'sentiero' indicato da Dio che è la disciplina monastica).

Il rinnegamento di San Pietro
Il rinnegamento di San Pietro "Chiunque infatti fa il male odia la luce e non viene alla luce", dice il Quarto Vangelo (Gv. 3, 20), e qui Rembrandt fa sentire la riluttanza dell'Apostolo Pietro a 'venire alla luce' che una serva tiene davanti al suo viso. Alle spalle di Pietro, invece, vediamo Colui che l'Apostolo nega di conoscere, Cristo. Anche Pietro lo stava guardando, quando - sentendo l'accusa, "Anche tu eri con Gesù, il Galileo!" (Mt. 26,69) - si è girato verso la donna, attento a non guardare nè lei nè gli altri in faccia.
La mano destra di Pietro - la mano con cui uno giura - rimane nascosta sotto il magnifico mantello bianco che gli copre anche la testa, ma l'Apostolo enfatizza la sua menzogna agitando la sinistra. Questa mano nelle tenebre è collocata sotto la figura di Cristo, che vediamo voltarsi come se avesse sentito il suo discepolo; tra un istante, quando Pietro tornerà a guardare Gesù, questi lo fisserà negli occhi, e l'Apostolo si ricorderà delle parole del Maestro: "Prima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte" (Lc 22, 61).
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