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I tre Vangeli sinottici raccontano del pentimento di san Pietro, il quale - resosi conto dell'enormità del suo tradimento - scoppiò in lacrime. Il testo più drammatico è quello di Luca: mentre per la terza volta nega di conoscere Gesù, l'Apostolo sente il canto del gallo. In quell'istante, poi, "il Signore, voltatosi, guardò Pietro, e Pietro si ricordò delle parole che il Signore gli aveva detto: èPrima che il gallo canti, oggi mi rinnegherai tre volte'. E, uscito, pianse amaramente" (Lc 22,60-62).
Qui la luce che tocca la fronte di Pietro è quella cantata dal gallo: l'alba di Venerd" Santo, carica di amara consapevolezza. E dagli occhi del santo, che poco prima guardarono negli occhi di Cristo, vediamo uscire lacrime di penitenza. L'aspetto tragico - l'uomo paralizzato dal rimorso - è comunque mitigato dal realismo quasi umoristico del gallo, e dalla lanterna che illumina i piedi del santo: riferimento, questo, all'episodio raccontato in Giovanni 13, quando all'Ultima Cena Pietro non voleva permettere a Gesù di lavargli i piedi e il Signore gli disse: "Quello che io faccio, tu ora non capisci ma lo capirai dopo" (Gv 13,7). Il èdopo' è questo: il momento in cui Pietro comprende di aver bisogno del perdono simboleggiato nella lavanda dei piedi.
Alla Cena, anche senza capire, Pietro aveva infine accettato, dicendo: "Signore non solo i piedi ma anche le mani e il capo!" (Gv 13,9). Qui la luce del giorno sulle mani e sul capo dell'Apostolo costituiscono una èrisposta' alla sua preghiera.
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