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La Fuga in Egitto
La Fuga in Egitto Il gusto del realismo spinge Zurbarán ad abbandonare la convenzione iconografica che voleva san Giuseppe vecchio ed emotivamente staccato: l'artista ce lo presenta invece giovane e vigoroso, intento a giocare affettuosamente col Bambino mentre l'accompagna con la madre verso l'Egitto. Così anche Maria - una figura realistica, col grande cappello di paglia per proteggersi dal sole - è attenta al suo Figlio, che così diventa il centro emotivo oltre che visivo dell'immagine.
Pure il piccolo Gesù è un bambino 'vero', vestito negli abitini del periodo. Ma la sua camiciola bianca serve come polo d'attrazione per la forte luce che entra da sinistra, e il bambino sembra irradiare luce. Nella sua assoluta e solenne frontalità (così diversa dai movimenti spontanei di Giuseppe e Maria) il bimbo ha una dignità quasi iconica.
In questo modo l'insondabile mistero del Dio presente nella carne umana viene comunicato nei sentimenti ordinari, a un tempo semplici e profondi, della vita di famiglia.

San Francesco
San Francesco "Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per gustare la dolcezza del Signore ed ammirare il suo santuario." (Sal 27, 4). E' una sintesi singolare della vita di San Francesco e del concetto stesso di santità: la libertà come desiderio profondo di Dio e unione totale con Lui.
Lo spunto per Zurbarán sembra essere la leggenda diffusasi nella tradizione popolare secondo cui la salma di San Francesco, in una ricognizione della tomba eseguita nel 1449, sarebbe stata ritrovata con le mani giunte e gli occhi aperti in uno sguardo estatico di totale contemplazione. Ma il pittore va oltre ed esprime magistralmente il cuore della spiritualità spagnola del XVI secolo che in Santa Teresa canta: "Nada te turbe, nada te espante, todo se pasa, solo Dios basta" (Nulla ti turbi, nulla ti spaventi, tutto passa, Dio solo basta).
Qui tutto è verticalità: la figura del santo, isolata, in posizione eretta, con la bocca socchiusa e le mani nascoste nelle ampie maniche del saio e il cordone che, più che cadere, conferma l'andamento verso l'alto, con i tre nodi - povertà, castità, obbedienza - che rappresentano i gradini verso la santità. La fonte della luce, collocata in alto, oltre il confine di ciò che lo spettatore può vedere, accarezza la figura in modo da accentuarne ancora di più la spinta verso l'alto. Nulla del corpo è visibile, solo il volto e gli occhi, vividi, "parlano" nel silenzio di un profondo e interiore dialogo con Dio.

Sant'Ambrogio
Sant'Ambrogio Dio "lo onorò con splendidi ornamenti e gli fece indossare una veste di gloria. Lo rivestì con tutta la magnificenza, lo adornò con paramenti maestosi" (Sir 45, 8-9). Queste parole dette di Aronne e dello splendore che Dio ha voluto per l'alto sacerdozio antico, introducono nel clima dell'ideale èritratto' di Sant'Ambrogio di Zurbarán.
L'arte della Controriforma esaltava l'importanza della Tradizione, anche negli aspetti rituali che il Protestantesimo contestava. Così questo Sant'Ambrogio, che presenta il Vescovo e Dottore della Chiesa del IV secolo nei paramenti tipici di un prelato del '600, diventa professione di fede in una mirabile continuità attraverso tutta la storia del Popolo di Dio a partire dalla 'veste di gloria' di Aronne. L'alta mitra, il pastorale dal gusto barocco e soprattutto il sontuoso piviale di broccato sono i veri 'soggetti' del dipinto, testimonianze di un'ortodossia religiosa tramandata dall'Antico Testamento all'era patristica e fino all'allora presente.

San Giovanni battista nel deserto
A Giovanni il Battista, che Cristo chiamerà "profeta e più che profeta" (Lc 7,26), Zurbarán attribuisce una delle caratteristiche comuni ai profeti dell'Antico Testamento: la riluttanza ad accettare la missione affidata, atteggiamento che si esprime in una èdisputa' con Dio.
Vediamo, infatti, Giovanni discutere con Chi lo chiama: "Ahimè, Signore, io non so parlare perchè sono giovane", sembra dire con le parole già di Geremia . Ma, rispondendo al profeta, Dio aveva insistito: "Non dire: 'Sono giovane', ma va' da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che ti ordinerò" (Ger. 1,7).
Zurbarán allude anche al contenuto dell'annuncio di Giovanni, mettendo un agnello ai piedi del ragazzo e una piccola croce nella sua mano destra: riferimenti a Cristo, l'Agnello di Dio immolato per togliere il peccato del mondo. E' quanto il padre del Battista aveva profetato sul figlio neonato: "E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo, perchè andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati" (Lc 1,76-77).
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