 |
 |
"E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell'Altissimo perchè andrai innanzi al Signore a preparargli le strade" (Lc 1,76).
Queste parole, rivolte al neonato Giovanni Battista dal padre Zaccaria, suggeriscono lo sfondo biblico del tema qui sviluppato: il profeta-fanciullo che, come Geremia nell'Antico Testamento, è chiamato ancor prima di nascere. "Prima che tu uscissi alla luce ti avevo consacrato" (Ger. 1, 5), dice Dio.
Caravaggio illustra specificamente il versetto in cui l'evangelista Luca, parlando di san Giovanni, afferma: "Il fanciullo cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino alla sua manifestazione a Israele" (Lc 1, 80). Il carattere desertico del luogo è evidente, così come la 'crescita' del ragazzo, leggibile nel bel corpo adolescenziale che domina il piano.
Il corpo è accarezzato dalla luce, mentre il volto del santo rimane nell'ombra "fino al giorno della sua manifestazione a Israele". Ma lo sguardo rivolto all'agnello, insieme con la croce fermamente impugnata, testimoniano la crescita interiore per cui il giovane "si fortificava nello spirito", preparandosi ad annunciare la morte di Cristo non solo a parole, ma anche con la vita. L'elemento di pathos in quest'opera dipende dal contrasto tra la luminosa vitalità del corpo e l'ombra sul volto del profeta che, guardando l'agnello, intravede il proprio martirio. |