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A partire dalla mostra monografica tenutasi a Parigi nel 1972, gli studi
scaturiti da quella occasione sono orientati a leggere in chiave romana
e caravaggesca la formazione di La
Tour. I suoi esordi, come testimoniano le opere giovanili, sono da collocare
dunque a fianco dei protagonisti del naturalismo seicentesco presenti
a Roma nel secondo decennio del secolo. Gli unici dipinti datati, il
Pentimento di San Pietro del 1645 (Cleveland) e il Rinnegamento di San
Pietro del 1650 (Nantes, qui esposto) fanno pensare che i celebri ´notturniª
appartengano alla fase matura, mentre al periodo giovanile vanno riferite
le scene e figure di genere a gamme chiare come il Suonatore di ghironda
(Nantes) o la Buona ventura (Metropolitan Museum) caratterizzati da
una stesura pittorica ferma e compatta. La Tour muove dal naturalismo
caravaggesco in direzione di una radicale indagine naturalistica e organizza
una realtà sconvolgente entro una calcolata costruzione formale
come si nota nelle versioni della Maddalena, nel San Giuseppe falegname
(Louvre) e nel Neonato di Rennes (qui esposto) e nelle diverse redazioni
del San Sebastiano. Lo strumento di questa costruzione, che giunge alle
caratteristiche atmosfere astratte, è il notturno attraverso
cui il pittore, insuperato negli effetti di lume artificiale, si concentra
sull'essenziale isolandolo contro le tenebre che lo innalzano a oggetto
di immobile contemplazione.
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