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Note biografiche

Michelangelo Merisi nasce nel 1571 a Milano, città nella quale in quel tempo si trovava il padre Fermo con la moglie Lucia Aratori, per svolgervi il suo lavoro di architetto-soprintendente agli edifici di proprietà del marchese di Caravaggio, cittadina in provincia di Bergamo. Dopo i terribili anni della peste, che nel 1577 renderà vedova Lucia, nel 1584 il tredicenne Michelangelo viene collocato presso la bottega milanese del pittore Simone Peterzano. A conclusione di questo apprendistato il giovane parte per Roma dopo esser tornato per periodi brevi nel paese di origine -da cui discende il celeberrimo soprannome-almeno fino all'atto della definitiva liquidazione della sua eredità nel maggio del 1592. Dei primi tempi romani del Merisi rimangono solo le testimonianze dei biografi che tramandano notizie di relazioni con una serie di personaggi come Pandolfo Pucci, Monsignor Petrignani e due artisti importanti come Antiveduto Gramatica e il Cavalier d'Arpino presso il quale il giovane rimarrà alcuni mesi, impiegato soprattutto a dipingere fiori e frutta di illusionistica precisione.

Durante questa prima esperienza vanno collocate opere come il Mondafrutto (noto attraverso copie), il Bacchino malato e il Fruttaiolo della Galleria Borghese, ancora fortemente legate alla cultura lombrada. Deciso a "star per se stesso", come racconta il biografo Giovanni Baglione, il Caravaggio dovette eseguire opere quali la Buona ventura della Capitolina e i Bari di Fort Worth, che gli procurarono la stima del futuro e più importante mecenate dei suoi anni giovanili, il cardinale Francesco Maria Del Monte. Una svolta che avviene probabilmente nel 1595 e che favorisce i rapporti del pittore con le famiglie aristocratiche dei Giustiniani, dei Barberini e dei Borghese. Fra le opere di questo periodo saranno da ricordare la Medusa degli Uffizi, la Musica di alcuni giovani del Metropolitan Museum, le due versioni del Suonatore di liuto (Wildenstein e Ermitage), la Santa Caterina Thyssen e il dipinto murale del casino Del Monte. A conclusione del periodo giovanile si collocano tra gli altri dipinti come il San Giovanni Battista di Toledo e il Sacrificio di Isacco della collezione Johnson, qui esposti.

A questi anni, in cui avanza lo stile maturo del Merisi - quella sua propensione a "ingagliardire gli scuri", appartengono altre opere decisive come la Conversione della Maddalena (commissionata probabilmente dal banchiere genovese Ottavio Costa) e la Giuditta che decapita Oloferne della Galleria Barberini.


Esordio sulla scena pubblica romana
Nel 1599, tramite il cardinal Del Monte, il Caravaggio ottiene la prima commissione pubblica: le Storie di San Matteo per la cappella Contarelli in San Luigi dei Francesi. Con questo clamoroso esordio sulla scena pubblica romana - anche per il ruolo determinante affidato alla luce che rivela le figure e determina gli ambienti intervenendo come apparizione simbolica - ha inizio il successo del Merisi. Monsignor Tiberio Cerasi affida al pittore l'esecuzione delle tele laterali con la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo per la cappella della famiglia in Santa Maria del Popolo, consegnate nel 1601 dopo varie vicissitudini, quali il rifiuto, o l'insoddisfazione del pittore, verso le prime versioni dei dipinti. Le grandi commissioni pubbliche proseguono nei primi anni del Seicento con la Deposizione per la cappella Vittrice in Santa Maria in Valicella (oggi nella Pinacoteca Vaticana, qui esposta) e la Morte della Madonna per Santa Maria della Scala, rifiutata dai carmelitani e acquistata dal duca di Mantova nel 1607 (oggi a Parigi, Louvre). Al successo pubblico corrisponde un identico favore sul versante delle commissioni private. Al marchese Giustiniani appartennero, oltre alla prima versione del San Matteo e l'angelo per la cappella Contarelli, dipinti come l' Amore vincitore oggi a Berlino e l'Incredulità di San Tommaso di Potsdam e quasi certamente l'Incoronazione di spine di Vienna qui esposta. Per il banchiere Costa il Caravaggio eseguirà ancora il San Giovanni Battista (Kansas City) mentre per Ciriaco Mattei eseguì la Cena in Emaus della National Gallery di Londra, la Presa di Cristo nell'orto recentemente ritrovata a Dublino e il San Giovanni Battista della Capitolina. Infine, per il cardinale Maffeo Barberini, futuro papa Urbano VIII, il pittore realizzò nel 1604 il Sacrificio d'Isacco oggi agli Uffizi.



Caravaggio pittore maledetto
Ma già dopo il soggiorno presso il Del Monte, il pittore é protagonista di una serie di misfatti e gravi intemperanze che hanno contribuito a rafforzare l'immagine di pittore maledetto. La sequenza di denunce, aggressioni e oscenità si fa incalzante fino al maggio del 1606 quando durante una rissa Caravaggio uccide Ranuccio Tomassoni, delitto per cui il pittore sarà condannato a morte in contumacia. Nel medesimo 1606, Caravaggio aveva eseguito la Madonna dei pellegrini per la chiesa di Sant'Agostino e la Madonna dei Palafrenieri, commissionata dall'omonima confraternita per l'altare in San Pietro ma subito ritirata e trasferita in Sant'Anna dei Palafrenieri per lo scandalo della raffigurazione così prepotentemente naturalistica.

Ferito, si rifugia per alcuni mesi nei feudi laziali della famiglia Colonna per proseguire la fuga a Napoli, dove riscuote un immediato successo con le Sette opere di misericordia per l'altar maggiore del Pio Monte della Misericordia e con la Flagellazione per San Domenico Maggiore. Nel luglio del 1607 il Caravaggio é a Malta dove riceve l'investitura e dove esegue alcuni dipinti tra cui la straordinaria Decollazione del Battista per la Co-Cattedrale di San Giovanni, unica opera firmata. La fuga dalle carceri maltesi, dove era finito per l'ennesimo misterioso misfatto, lo porta in Sicilia prima a Siracusa dove lascia la pala d'altare con il Seppellimento di Santa Lucia, poi a Messina e a Palermo dove riceve e realizza altre importanti commissioni dove i modi pittorici si fanno sempre più veloci e sintetici.


Napoli, Sicilia, Malta
Nell'ottobre del 1609 il pittore è ancora a Napoli. In questi anni, fra il soggiorno maltese, siciliano e napoletano si collocano una serie di dipinti scarsamente documentati tra cui il Cavadenti della Galleria Palatina, il San Giovanni Battista Borghese, la Salomè di Madrid o l'Annunciazione di Nancy. Nell'estate del 1610 si colloca il tragico epilogo dell'esistenza del Merisi: ottenuta la grazia da papa Paolo V, il pittore si appresta al ritorno da Napoli nella città pontificia. La feluca su cui era imbarcato venne fermata e lui nuovamente incarcerato. Riconquistata la libertà ma perduta la barca con tutto ciò che possedeva "per terra e forse à piedi si ridusse sino à porthercole, ove ammalatosi ha lasciato la vita". Caravaggio morì dunque a Porto Ercole il 18 luglio del 1610.

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